1. Ubicazione
Il parco di Aguzzano occupa un’estensione d circa 51 Ha, e si colloca
nella zona compresa tra Via Nomentana, via Casale di San Basilio, via
Tiburtina e via Casal de’ Pazzi. Le principali entrate si trovano
a Piazza Hegel e lungo la Nomentana, tuttavia altri ingressi minori sono
collocati lungo via Casal de Pazzi (via Schopenhauer e via Locke), alla
fine di via Podere Rosa e lungo via Casale di San Basilio.
2. Storia
Storicamente il toponimo deriva dalla antica gens Acutia che era proprietaria
del fondo. Nel Medioevo la tenuta apparteneva alla chiesa di Santa Maria
del Popolo e in seguito a Francesco Crescenzi. Dopo svariati passaggi
di proprietà il Parco passò alla famiglia Talenti, da cui
prende il nome il toponimo del quartiere che rientra nella IV circoscrizione
e che gravita sulla via Nomentana nel tratto posto lungo l’asse
via Zanardini, via Casal di San Basilio. Il Parco perse la sua vasta estensione
territoriale a seguito dei processi di urbanizzazione iniziati negli anni
1950-60 che portarono alla nascita delle borgate di Rebibbia, Ponte Mammolo,
Podere Rosa e San Cleto. Negli anni successivi il processo di urbanizzazione
proseguì ancora con piani di edilizia residenziale (edilizia pubblica,
case popolari e comunali) nella zona Casal de’ Pazzi, Nomentana
(Talenti) e San Basilio. Questa intensa opera edilizia sollevò
le preoccupazioni non solo della popolazione residente attraverso i comitati
di quartiere, ma anche delle associazioni ambientalistiche, perché
si intendeva salvaguardare gli ultimi lembi della tenuta del parco di
Aguzzano in quanto il Piano regolatore del 1962 lo includeva nelle aree
edificabili. Con la Legge 8/8/1989 si decise di creare il Parco Regionale
di Aguzzano, svincolando quest’area da possibili edificazioni e
quindi considerandola area protetta. Attualmente, quindi, il Parco rientra
nelle 12 Aree Naturali Protette nell’ambito del Comune di Roma la
cui competenza della gestione spetta a Roma Natura.
Tuttavia le modificazioni territoriali pur non colpendo il parco di Aguzzano
si estesero in altre zone non molto distanti come, per esempio, a Talenti
(IV Circoscrizione anni 1995-98 ca.) in particolare nell’area posta
tra via Gaspara Stampa, via Nomentana, e via Casal Boccone sacrificando
vaste estensioni adibite a verde pubblico. Tutto questo creò grossi
scompensi nella popolazione residente e non residente - tra quest’ultimi
il sottoscritto quando episodicamente ritornava nel quartiere dove aveva
vissuto la sua giovinezza- , in quanto gli abitanti di Talenti si erano
abituati alla secolare pace e tranquillità di queste vaste estensioni
che si estendevano intorno alle loro case.
3. Presenza antropica
Nel parco di Aguzzano sono di importanza rilevante le testimonianze antropiche
che abbracciano un periodo che si colloca tra l’epoca romana e contemporanea.
In particolare alla fine di via Paternò di Sessa, che costituisce
uno dei punti di entrata del Parco, sono stati trovati i resti di una
villa romana. Attualmente risulta poco visibile solo un tratto murario
posto sul lato sinistro, poco oltre l’entrata del Parco. All’interno
del parco si trovano anche diversi casali costruiti nei primi anni del
secolo scorso per opera della società A.L.B.A. (Anonima Laziale
Bonifiche Agrarie). Entrando da via Gina Mazza incontriamo il Casale Nuovo
di Aguzzano denominato anche il “vascone” edificato negli
anni ’20 durante i lavori di bonifica della tenuta. Si chiama “nuovo”
in rapporto al vecchio casale, presente nella tenuta, che venne edificato
nel 1870. Quest’ultimo si colloca attualmente lungo l’asse
della via Nomentana. Dietro il Casale Nuovo troviamo l’edificio
denominato “ Casale Alba 1”( o per altri “Padre Nostro”)
con annessa una chiesa rurale. Ritornando indietro nei pressi del Casale
Nuovo una strada in discesa ci conduce nella zona centrale del parco,
mentre sulla sinistra un altro sentiero ci porta a due casali: il primo
(Casale Alba 2) ospita un antico fienile, le stalle e una vecchia macchina
agricola, mentre il secondo (Casale Alba 3) posto alla fine della strada
è stato di recente restaurato per essere adibito a centro culturale.
Tuttavia la villa romana di maggiore estensione si trova in una zona che
gravita sull’altro versante del Parco in coincidenza, quindi, con
via Diego Fabbri e il Casale Podere Rosa. In particolare questa villa
si trova dietro un’area recintata posta sull’altura contigua
alla chiesa
4. Aspetti botanici e faunistici
Dal punto di vista ecologico il Parco risulta depauperato per la continua
utilizzazione pastorale dei prati che costituiscono l’80 % del territorio:
spesso si vedono pecore pascolare e talvolta anche qualche cavallo. Lungo
il Fosso di San Basilio che attraversa un ampio tratto del Parco si trova
un importante ecosistema ripariale: canne di palude, equiseto, alghe,
salici, pioppi, carote selvatiche. In questo Fosso, variegata è
la presenza animale che costituisce una importante catena alimentare nel
rapporto che si instaura tra preda-predatore; tra gli animali presenti
nel Fosso menzioniamo i rospi smeraldini, le biscie, gli uccelli ed alcuni
piccoli mammiferi. Tuttavia anche questo ecosistema risulta compromesso
perché i lunghi periodi di siccità prosciugano di frequente
le acque presenti nel fosso. Numerosi sono, poi, gli insetti: formiche,
farfalle, coccinelle, scarabei, grilli, cavallette. Lungo i prati e nel
fosso si trovano lucertole, rospi, topi, serpenti. Questi animali costituiscono
il cibo preferito del gheppio, un rapace che dimostra di essersi ben ambientato
nel Parco. Tra gli altri uccelli sono presenti l’airone, i merli,
le tortore, e le cornacchie grigie. Gli altri animali sono la volpe, la
donnola, il riccio, la talpa. Allevati nei casali sono le pecore, i cavalli
e i muli. Per quanto riguarda le specie arboree numerosi sono i pini che
costituiscono dei tratti suggestivi con i doppi filari Tuttavia sono presenti
altri alberi come i platani, i pioppi bianchi e neri (doppi filari in
alcune zone del Fosso di San Basilio), i cipressi , noci, mandorli , fichi
ed alcuni alberi di olivo. |
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