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LE
VILLE ROMANE |
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| La villa romana presente
nell’area del “Parco di Aguzzano” si trova, come abbiamo
detto, alla fine di via Paternò di Sessa nelle vicinanze del casale.
Attualmente della villa è visibile solo un tratto murario ricoperto
da sterpaglie. Si tratta di una villa risalente al I sec. a. C. Nel complesso
sono stati rinvenuti dei pavimenti a mosaico e dei nuclei abitativi utilizzati
ad uso termale. Un ‘altra villa romana di maggiori dimensioni si
trova sul versante opposto del Parco di Aguzzano non lontano dal Casale
Podere Rosa. Si può accedere al complesso da via Diego Fabbri.
Le strutture si trovano al di sopra di una collina che si pone nelle vicinanze
della chiesa di S. Liborio - S. Maria della Purificazione. Il complesso
risale all’età tardo repubblicana con opere di rifacimento
che proseguirono fino al V sec. d.C. Nella villa sono stati individuati
settori residenziali, rustici, di servizio e termali. La Villa di Ripa Mammea si colloca nello spiazzo sottostante alla confluenza di via Benigni e via Rech. I nuclei sono posti all’interno di una residenza privata ed attualmente sono visibili solo alcuni resti in opera reticolata. Si tratta di un complesso che risale al II secolo a.C. nel nucleo originario, ma che in seguito conobbe dei notevoli ampliamenti negli anni successivi. Sono stati rinvenuti nuclei a livello residenziale ed altri ad uso produttivo. Gli scavi hanno permesso di rinvenire mosaici, cisterne, e ambienti sotterranei. Sembra che la villa sia stata utilizzata fin oltre il III secolo d.C. La villa di via Tilli si colloca in epoca tardo repubblicana. L’apertura di questa strada ha distrutto alcuni settori del complesso in questione. Attualmente sono visibili dei blocchi di tufo e i resti di un cunicolo appartenente ad una cisterna che si apre sul fianco della collina dove si colloca la villa. Nelle vicinanze del cunicolo sono visibili, al di sotto della vegetazione, i resti di una conduttura che doveva alimentare alcune settori della villa. La villa fu utilizzata fino al IV secolo d.C. , ma le strutture di epoca imperiale non sono più visibili. Gli scavi hanno permesso di mettere in evidenza non solo gli ambienti della villa, ma anche il reperimento di diverso materiale in ceramica. Dalla via Nomentana possiamo prendere via Diego Fabbri che ci conduce in un sito, posto non lontano dal Casale Podere Rosa, in cui si colloca una villa romana ad uso rustico databile al periodo di età tardo repubblicana, ma con rifacimenti che si protrassero fino al IV-V secolo d.C. Tra le ville menzionate quest’ultima presenta i resti più consistenti. Sono visibili dei tratti murari in opus reticulatum relativi ad ambienti termali ed alcune stanze con pavimentazione a mosaico. Dall'ambiente termale si poteva accedere con una scala ai piani superiori. Le terme erano alimentate da una grande cisterna che si trova nel settore occidentale del complesso. In uno degli ambienti è presente un pavimento a mosaico con motivi geometrici a forma di reticolo ortogonale con tessere di colore bianco su fondo nero La villa fu rinvenuta durante gli scavi compiuti nel 1982. |
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